Un'opera al mese - Dicembre 2011

IL MONUMENTO A FRANCESCO CARRARA


"AIUTO' COLLE PAROLE E COLL'OPERE

IL RISORGIMENTO DELLA PATRIA"



Al centro del cortile d'onore del Palazzo Ducale di Lucca si trova, su un alto basamento quadrangolare, la statua bronzea di Francesco Carrara. Il noto penalista, nato a Lucca nel 1805 e qui morto nel 1888, è rappresentato seduto su un seggio privo di decorazioni. Indossa un ampio mantello e "con bellissima e naturale posa, come era abito suo, posa l'ascella e il polso del braccio manco, ricurvato, sulla testata della seggiola", come annotò Antonio Mazzarosa nelle pagine di Arte e Storia. Il volto è quello di un uomo anziano, con radi capelli sulle orecchie, intento a riflettere su questioni giuridiche forse esposte nelle carte e nei due libri posati a terra.
Giovanni Carrara (1805-1888), dopo aver frequentato a Lucca il liceo universitario, fu avviato agli studi penalistici a Firenze, dove fu seguito dal noto avvocato pisano Giovanni Carmignani. Esperto di materie criminalistiche, fu fautore della riforma degli ordinamenti penali e processuali e per l'abolizione della pena di morte: già nel 1845, a Lucca, aveva tentato, senza successo, di difendere cinque imputati dalla condanna a morte. Lontano dai principi della "scuola correzionalista", perché legata alla visione cristiana della redenzione in antitesi col principio politico della tutela giuridica, Giovanni Carrara fu mosso anche da sentimenti patriottici: dopo aver preso parte a un circolo giovanile d'orientamento mazziniano, nel 1847 fu tra i sostenitori dell'annessione di Lucca al granducato toscano, primo passo per l'unificazione italiana verso la quale, tuttavia, si espresse non sempre con accenti favorevoli perché riteneva che fosse avvenuta in tempi troppo rapidi. Per il nuovo Stato lavorò per l'unificazione legislativa nel campo penale. Nel frattempo - era il 1859 - fu chiamato a ricoprire la cattedra pisana di diritto penale; nello stesso anno pubblicò il primo volume del Programma del corso di diritto criminale, completato poi soltanto nel 1870 con il nono libro.
Tra i suoi scritti, anche i due volumi Del delitto perfetto e Reminiscenze di cattedra e foro, entrambi editi a Lucca. In quest'ultima opera si legge una delle più esplicite dichiarazioni di fede politica del Carrara. Egli scriveva: "L'Italia si rialza dalle sue ceneri mercé l'opera indefessa e leale della Casa di Savoia aiutata dai liberali di ogni colore che con forze riunite spezzano il giogo austriaco e la chiamano a libertà. Libertà è stata la parola magica che ha sorretto l'italico risorgimento. E' impossibile che la Nazione si consolidi se non si scalda a questa santa fiamma".
In qualità di deputato (1863, 1865, 1867) e di senatore (1876), fece parte di commissioni ministeriali per la redazione di un codice penale del Regno d'Italia. Malgrado le difficoltà burocratiche e ideologiche, le sue idee esercitarono un'influenza decisiva sulla redazione finale del codice. Per questo motivo, nel dare la notizia della scomparsa del Carrara, il vicepresidente del Parlamento, Marco Tabarrini, elogiò il penalista per aver contribuito al risorgimento della Patria grazie all'attività oratoria e alle pubblicazioni giuridiche.

Già nell'adunanza straordinaria del 17 gennaio, la Giunta Comunale promosse una sottoscrizione per erigere in città un monumento alla "memoria del Sommo Scienziato", stanziando un contributo di 5000 lire. A questa somma, si sarebbero aggiunti i proventi raccolti dalla Provincia, dai Comuni, dal Consiglio degli Avvocati e dei Procuratori di Lucca, da enti morali e da privati cittadini. Così, mentre gli scultori Domenico Giampaoli e Giuseppe Norfini erano stati chiamati a modellare ciascuno un busto del Carrara da collocare nella sala del Consiglio Provinciale nel Palazzo Ducale, e a Pisa, nel luogo deputato a celebrare i docenti universitari, ovvero nel Camposanto Monumentale, tra il 1890 e il 1891, fu posto un busto marmoreo realizzato dallo scultore romano Ettore Ferrari, toccò all'artista lucchese Augusto Passaglia mettere mano alla statua bronzea. Dopo il successo ottenuto nel 1885 con la messa in opera del monumento a Vittorio Emanuele II, lo scultore presentò il bozzetto di gesso, conservato presso il Museo Nazionale di Palazzo Mansi. E' il già citato Mazzarosa a informarci che un figlio del Carrara, nel vedere la statua una volta terminata, si commosse per la verosimiglianza dei tratti somatici con quelli reali e per la postura "confidenziale" che il padre era solito avere anche durante discussioni accademiche.

 

 

Bibliografia

B. Paoli, Esposizione storica e scientifica dei lavori di preparazione del Codice penale italiano dal 1866 al 1884, Firenze 1884-85; Onoranze funebri rese al professore Francesco Carrara senatore del Regno, Lucca 19 gennaio 1888, Lucca 1888; O. Scalvanti, Francesco Carrara nella storia politica del giure penale, Pisa 1888; G. Camilli, Nell'inaugurazione del monumento a Francesco Carrara, 3 maggio 1891, Lucca 1891; A. Mazzarosa, La statua di Francesco Carrara inaugurata solennemente il dì 3 maggio [...], in Arte e storia, 1891, pp. 101-102; C. Petri, Commemorazione del prof. Francesco Carrara, in Atti dell'Accademia lucchese di scienze, lettere e arti, XXVI (1893), pp. 3-55; G. Bettiol, Scritti giuridici, Padova 1966, I, p. 39; II, pp. 559, 641, 927; A. Aquarone, L'unificazione legislativa e i codici del 1865, Milano 1960, pp. 26 s., 73 s.; A. Salvestrini, I moderati toscani e la classe dirigente italiana (1859-1876), Firenze 1965, pp. 133, 200 s., 230; M. Nobili, La teoria delle prove penali e il principio della "difesa sociale", in Materiali per una storia della cultura giuridica, a cura di G. Tarello, IV, Bologna 1974, pp. 422-24, 426-430, 437; I manoscritti e le opere a stampa di Francesco Carrara nella Biblioteca Statale di Lucca, catalogo della mostra a cura di M.L. Moriconi e J. Manfredini, Lucca 1988; Nel centenario della morte di Francesco Carrara, Atti del convegno internazionale (Lucca, 2-5 giugno 1988), Milano 1991; Francesco Carrara, Contro la pena di morte: scritti di Francesco Carrara, 2001.