Un'opera al mese - Luglio 2011

AL "LIBERATORE D'ITALIA":

LA STATUA DI VITTORIO EMANUELE II A LUCCA

 

 

I recenti interventi di riqualificazione del Baluardo di S. Maria, che hanno interessato lo storico Caffè delle Mura e il piazzale antistante, si sono estesi al monumento dedicato al primo re d'Italia, Vittorio Emanuele II.

Su un alto basamento marmoreo, si erge la statua bronzea, alta circa 2 metri e 80 centimetri, che rappresenta il sovrano in una posa calma, ma allo stesso tempo solenne, con lo spenser sulle spalle, senza il cimiero in testa, come invece appare in altri monumenti contemporanei; con la mano destra tiene una carta arrotolata, forse il testo del discorso letto nella prima seduta del Parlamento unificato, mentre l'altra è appoggiata sull'elsa di una sciabola. Immancabili il pizzetto e i lunghi baffi "a manubrio" che, per alcuni, hanno ispirato i pasticceri piemontesi inventori dei biscotti "crumiri", e che suscitarono qualche perplessità agli occhi della regina Vittoria d'Inghilterra durante una visita ufficiale a Londra. La storia ci ha disegnato un re un po' burbero e grossolano, amante della caccia e delle belle donne - nella vicina di S. Rossore viveva con la "Bella Rosina" - , ma certamente non fu quella "marionetta" manovrata dalle mani di Cavour, come spesso ci è stato ingiustamente tramandato: coraggioso in battaglia e con indiscusse capacità politiche, fu veramente il "liberatore d'Italia", così come è inciso nella lastra frontale del monumento lucchese.

vittorioemanueleII_WEBLa città accolse il re prima dell'unificazione, durante il Governo provvisorio, il 30 aprile 1860; in occasione delle esequie, si tenne nella cattedrale di San Martino una solenne cerimonia funebre il 30 gennaio 1878. Nello stesso anno, la Società Operaia istituì un comitato per la realizzazione di un monumento in suo onore. Tre gli "intendimenti" del Comitato: l'effige del primo re doveva innalzarsi in un luogo cittadino "a posto d'onore", rispondere "alle esigenze dell'arte" ed essere finanziato dal Comune. La Giunta approvò l'iniziativa e il Consiglio provinciale elargì un contributo di 2000 lire. Tuttavia, il Comitato si rese conto che i fondi ricevuti non erano sufficienti per l'impresa; per questo ci fu anche la proposta, meno dispendiosa, di creare un Museo dedicato al re nel loggiato del Palazzo Pretorio, esponendo cimeli e un busto in bronzo del sovrano. Grazie a nuovi contributi, tra cui 2000 lire da parte del Comune, si giunse finalmente a definire il bando di concorso per la statua che fu pubblicato nel 1881.

La Commissione giudicatrice, composta dall'architetto Giuseppe Poggi, da Gabriele Castagnola, Enrico Pazzi, Salvino Salvini e Girolamo Masini, su dodici bozzetti presentati, decretò vincitore quello accompagnato dal motto "Al primo Re d'Italia", il cui autore era il concittadino Augusto Passaglia. Avviato all'arte orafa dal padre, dopo aver vinto una borsa di studio, il giovane artista lucchese si era iscritto all'Accademia fiorentina sotto la guida di Giovanni Dupré e, in fasi alterne, si era avvicinato anche al naturalismo di Adriano Cecioni. A Firenze, aprì uno studio e insegnò presso l'Accademia; con Lucca, però, continuò ad avere contatti. L'incarico, che giunse dalla città, coronò un periodo di discreta affermazione professionale a seguito della messa in opera della statua in marmo di Giovanni Boccaccio, eretta a Certaldo nel 1879. Tuttavia, lo scultore non ebbe la soddisfazione di vedere realizzate tutte le opere che progettò. L'amico Enrico Del Carlo, nel 1897, scrisse in proposito: "Quante bellissime composizioni, ideate dal nostro Passaglia, son dovute rimanere là, fra quelle farragine di gessi ammonticchiati nel suo studio, senza averle potute condurre in buono, o per difetto di danaro ne' committenti, o per la malignità de' tempi e degli uomini!".

Presso il Museo Nazionale di Palazzo Mansi sono conservati alcuni bozzetti in gesso che riguardano la produzione artistica di Augusto Passaglia, dai modelli per i monumenti a Nicolò Machiavelli, a Giorgio Vasari, a Giacomo Leopardi, a Gioacchino Rossini, a Francesco Domenico Guerrazzi, a Gino Capponi, a Quintino Sella, a Michele Ridolfi. Per quelli realizzati per Giovanni Boccaccio e per Francesco Carrara, la collezione annovera anche alcuni gessi per la facciata della cattedrale fiorentina, per la quale il Passaglia eseguì il monumentale bassorilievo con la Madonna in trono tra angeli e santi, e il modello per il monumento lucchese a Vittorio Emanuele, insieme ad altri esemplari eseguiti per diverse destinazioni nazionali. Lo scultore, infatti, partecipò alla selezione per la realizzazione delle statue di Vittorio Emanuele a Torino, a Perugia, a Firenze e per l'Altare della Patria a Roma. Nella ex-capitale sabauda, il suo progetto, che prevedeva il sovrano a cavallo, accompagnato dalle figure allegoriche di Roma e del Genio d'Italia, giunse alla fase finale, ma, al professore dell'Accademia di Firenze, la giuria preferì il giovane Pietro Costa per la freschezza dell'impostazione; per le altre città, la scelta iconografica cadde ancora sulla tipologia equestre; anche negli altri concorsi non ebbe l'assegnazione dei lavori; così, l'unico monumento al "padre della patria" eseguito dal Passaglia è quello lucchese.

Dall'assegnazione dell'incarico alla realizzazione dell'opera trascorsero quattro lunghi anni. Il giornale locale "Il Telefono" (20-21 settembre 1885), nel tracciare le vicende storiche del monumento, attribuisce ai consiglieri clericali il ritardo dovuto alla scelta del luogo della collocazione. Scartate la piazza Napoleone e quella di S. Michele, perché "occupate da monumenti di valente scalpello che mal si presterebbero ad accogliere la statua del grande Re", e il cortile del Palazzo Ducale, luogo che invece ospiterà la statua di Francesco Carrara che il Passaglia eseguì nel 1891, l'attenzione fu rivolta alla discesa delle mura presso Porta San Pietro, in corrispondenza del baluardo di Santa Maria. In un primo momento fu pensato un colonnato semicircolare come quinta scenica al monumento; ma, l'idea fu abbandonata per i costi e perché non sintonia con l'architettura militare delle mura. Il pittore Luigi Norfini curò un secondo progetto, conservato presso l'Archivio Storico, che prevedeva la statua in prossimità della discesa, inserita al centro delle aiuole laterali. Con il ritorno al governo municipale dei liberali, si giunse, finalmente all'epilogo: la Commissione, composta dagli scultori Vincenzo Consani, Ulisse Cambi, Enrico Ridolfi e Basilio Gianni (il Passaglia si tenne fuori), su indicazione dell'ingegnere comunale Ciro Bastianoni, decise di demolire l'antico locale del "Caffeaos", per ricostruirlo più arretrato, per far sì che il monumento venisse a trovarsi nella spianata del bastione per consentire una vista migliore dal centro della città.

Si giunse così all'inaugurazione del primo monumento in Toscana dedicato a Vittorio Emanuele II: era il 20 settembre 1885. L'opera, che era stata prevista in marmo, venne invece realizzata in bronzo per volontà del Passaglia, che si accollò le spese della variazione dei materiali. Per l'evento, fu chiesto a Umberto I di essere presente, ma il re non venne e, al suo posto, giunse il ministro della Marina, Benedetto Brin; al sovrano, comunque, fu fatta recapitare una medaglia d'oro, coniata per l'occasione. Le bande musicali di Lucca, Pisa, Monsummano, Pistoia, Viareggio, Navacchio, Fucecchio, la Fanfara "Guido Monaco" e il 18° Reggimento Cavalleria accompagnarono l' Inno trionfale composto da Carlo Carignani: con gli squilli di tromba, fu ripercorsa "l'avventura" di Vittorio Emanuele a Porta Pia, tra colpi di cannone, scene di attacco, apertura della breccia e, infine, l'entrata dell'esercito in Roma, poi, al grido "Savoia!!", il monumento fu scoperto.

La rivista "L'illustrazione Italiana", dei fratelli Treves Editori di Milano, pubblicarono poco dopo una stampa del disegnatore U. Tabarracci. Una piccola immagine acquerellata è invece presente nella pergamena della consegna ufficiale del monumento al Comune da parte della Società Operaia, documento conservato presso l'Archivio Storico Comunale.

 

Claudio Casini

 

 

 

Fonti archivistiche e bibliografia

Archivio Storico Comunale, Protocollo Generale, a. 1878, n.585; Deliberazioni del Consiglio Comunale, a. 1878, n.49 dell'8 marzo; Protocollo Generale, a. 1881, n.5160, in busta "Monumento a S.M. Vittorio Emanuele II Re d'Italia".

Relazione e aggiudicazione nel concorso per l'erezione di un monumento a vittorio Emanuele 2, Lucca 1881; Aggiudicazione dell'esecuzione del monumento a Vittorio Emanuele 2 in Lucca ad Augusto Passaglia, Comitato per un monumento da erigersi in Lucca a S. M. Vittorio Emanuele 2, Lucca 1881; Lucca a Vittorio Emanuele in "Il Telefono", 20-21 settembre 1885; E. Del Carlo, Della scultura nel secolo XIX e delle opere di Augusto Passaglia, in "Atti della Reale Accademia Lucchese", 29, 1897, pp. 381-414; V. Vicario, Gli scultori italiani dal neoclassicismo al liberty, II, Lodi 1994, pp. 796-797; Guida all'Archivio Storico Comunale, a cura di M. Chiarlo, T. Cinquini, V. Dinelli, C. Montanari, M. Marsili, M. Morotti, M.V. Paradisi, D. Rossi, Lucca 2007, pp. 200-201.

Un ringraziamento a Maria Chiarlo, dell'Archivio Storico Comunale di Lucca, per le segnalazioni archivistiche.