Un'opera al mese - Maggio 2011

GARIBALDI, TRA IL PROFUMO DEGLI ARANCI

E L'AURA MARINA DEL TIRRENO

 

 

A Massa, alla base del monumento a Garibaldi, sono incise due firme: una è quella dell'ideatore del modello, lo scultore fiorentino Ezio Ceccarelli, e l'altra è di Clemente Cuturi. Mecenate e conoscitore delle tecniche di escavazione e di lavorazione dei marmi, Cuturi aveva aperto, alle porte della città, il laboratorio artistico più importante dell'area apuana. Presidente della locale Società di Mutuo Soccorso, fu lui a promuovere l'innalzamento di un monumento cittadino all'Eroe dei due mondi e ad affidare la modellazione a Fernando Tambesi, "primo lavorante" del suo laboratorio: anche la sua firma non avrebbe sfigurato accanto alle altre due, anzi.
Il concorso per il monumento fu bandito nel 1904. Tra i ventiquattro concorrenti - molti i toscani - figuravano i nomi di Pilade Nicodemi, Carlo Fontana, Alessandro Lazzerini. La commissione era composta da Ettore Ferrari, scultore di chiara fama e ideatore di una ventina di monumenti garibaldini e anche "Gran Maestro della Massoneria Italiana", carica che era stata in precedenza ricoperta da Garibaldi, da Emilio Gallori (suo il Garibaldi del Gianicolo, a Roma) e da Stefano Galletti (autore del monumento di San Marino). Nell'Archivio Miniati a Massa sono conservate fotografie d'epoca di alcuni bozzetti presentati da autori non identificati: la figura di Garibaldi si erge, ora con la bandiera tricolore, ora con il piede destro in avanti, su alti basamenti classicheggianti, di cui uno occupato da un leone, chiara allusione al "Leone di Caprera". Fu premiato il bozzetto di Ezio Ceccarelli che portava il titolo "Unità d'Italia n.1": l'artista era reduce da incoraggianti segnalazioni ricevute all'Esposizione Internazionale di Liegi e da buoni piazzamenti in alcuni concorsi nazionali.
Tra le ultime città capoluogo a rendere omaggio al grande patriota, Massa inaugurò così il suo monumento a Garibaldi il 24 giugno 1906 "tra il profumo degli aranci e l'aura marina del vicino, incantevole Tirreno"(da "Il Secolo. Gazzetta di Milano"). Le note delle bande musicali, che accompagnavano il pubblico accorso copioso per assistere all'evento, si mossero dalla piazza del Municipio per assistere, a mezzogiorno in punto, allo scoprimento della statua tra gli applausi dei garibaldini e degli iscritti delle Associazioni Operaie e per ascoltare i discorsi ufficiali. Sulle pagine de "L'Indipendente. Giornale della provincia di Massa e Carrara", Silvio Gayno descriveva l'opera sul piano tecnico e iconografico. Il complesso è alto 7 metri e mezzo, di cui 2 metri e mezzo costituiscono il basamento, ornato da tre teste inghirlandate di ariete sugli spigoli superiori. Sul lato principale, appare un'immagine alquanto insolita per un monumento dedicato a Garibaldi: si tratta di una figura nuda di un uomo rappresentata mentre lotta contro un'arpia dalle ali aperte. Dalla parte opposta, tre donne in bassorilievo sorreggono scudi e spade; sul lato destro una figura virile è accompagnata da un leone; sul lato sinistro, un uomo è colto mentre bacia la mano di una ragazza coperta da un ampio mantello. I lati recano incisi i seguenti motti: Libertas, Unitas, Vis et Ius, Pro Patria. E' ancora Gayno che ci guida all'identificazione dei soggetti rappresentati: l'arpia abbattuta è l'allegoria della Caduta del potere temporale, accompagnata da un fascio littorio; seguono le allegorie dell'Unione, con le tre figure femminili, della Forza e della Pace. Il basamento è concepito come un'ara romana, su cui si erge l'Eroe pronto a sacrificarsi per obbedire agli ordini superiori, ovvero a rinunciare ai suoi progetti militari contro gli Austriaci. Per la posa di Garibaldi, Ceccarelli sceglie una tipologia rappresentativa ormai largamente diffusa già nei primi monumenti degli anni '80 del secolo precedente (a Novara, Parma, Padova, Lucca, Pisa, Livorno, Ravenna): avvolto nel suo ampio mantello, l'Eroe è colto in un atteggiamento di riposo, mentre tiene le mani appoggiate sull'elsa della spada, ma lo sguardo è "contristato e mesto", perché, dopo aver ricevuto a Trento il telegramma del generale Lamarmora, si presta a rispondere con il famoso "Obbedisco!", le cui lettere sono incise alla base del monumento.
Ezio Ceccarelli, allievo a Firenze di Augusto Rivalta, Augusto Passaglia e Raffaello Pagliaccetti, "giovine, simpatico e studiosissimo, che dell'arte sua nobile e bella sente tutti i fremiti sublimi, tutti i palpiti arcani" (da "L'Indipendente"), ha dedicato tutta la vita a progetti per complessi monumentali. Tra le numerose immagini fotografiche di bozzetti, conservate dagli eredi dello scultore, figurano quelli per il monumento per Garibaldi a Montevideo, con il protagonista, questa volta, a cavallo. Sono composizioni di chiara impronta eclettica, soprattutto rivolta verso l'antico e il Rinascimento, con una attenzione particolare ai modi di Donatello e del Verrocchio, accompagnata dai virtuosismi liberty dei dettagli. Ma i bozzetti non videro la realizzazione dell'opera. Un destino avverso che continuerà anche in occasione di altri concorsi: i suoi "grandi uomini" - Cristoforo Colombo, Carlo Alberto, Vittorio Emanuele II, Umberto I, Giuseppe Verdi, Ugo Foscolo, Gioacchino Rossini, Galileo Ferraris, Desiderio da Settignano e Francesco Petrarca -, non vedranno mai la traduzione dell'idea in marmo.

Nel 2003-2004, il monumento a Garibaldi a Massa è stato oggetto di un progetto didattico, terminato con la mostra e il relativo catalogo, su un intervento di restauro attuato da un gruppo di alunni del locale Istituto Statale d'Arte, coadiuvati da restauratori e da docenti, sotto la cura della Soprintendenza.

 

Claudio Casini

 

 

Bibliografia

Ezio Ceccarelli...., in "Lo scultore e il marmo, 25 gennaio 1905; Concorso per il monumento a G. Garibaldi in Massa, in "Lo scultore e il marmo", 15 ottobre 1905; S. Gayno, Inaugurazione del monumento a Garibaldi a Massa, in "L'indipendente", 24 giugno 1906; Ezio Ceccarelli scultore (1865-1927), a cura di Simonetta Condemi e Lucio Scardino, Firenze 1990, pp. 18-19; V. Vicario, Gli scultori italiani dal Neoclassicismo al Liberty, Lodi 1994, pp. 304-307; M. Bertozzi, Ezio Ceccarelli, in "L'accento interiore. Continuità della figura nella scultura toscana 1900-1940", Massa 1996, pp. 64-65; Due scultori e un monumento. Il monumento a Giuseppe Garibaldi tra Storia e restauro, catalogo della mostra a cura di G. Silvestri (Massa, 18.XII.2004-24.I.2005), Pontedera 2004.