Lucca - Il Duomo di San Martino

A partire dall'VIII secolo, il ruolo di cattedrale cittadina passò dalla vicina chiesa dedicata a Santa Reparata, alla chiesa di San Martino di Tours, edificata due secoli prima, secondo la tradizione, dal vescovo Frediano. Non conosciamo l'aspetto originario dell'edificio. Intorno alla metà dell'XI secolo, fu il vescovo Anselmo da Baggio ad avviare i lavori per la ricostruzione della cattedrale, terminati nel 1070, al cospetto della contessa Matilde di Canossa. La struttura, a pianta basilicale a cinque navate, con tre absidi e cripta, era preceduta da una facciata che, nella prima metà del XII secolo, venne nascosta da un portico a tre varchi, di dimensioni diverse, a causa della presenza della torre campanaria, di derivazione lombarda, caratterizzata da una merlatura finale e da una progressione di aperture che vanno dalla monofora alla quadrifora.
Allo scadere del XII secolo, sopra il portico, vennero innalzati i tre ordini di loggette realizzate dallo scultore Guidetto, il quale appose la data (1204) e la firma nell'iscrizione che reca una figura maschile addossata a una colonnina del primo ordine. Molti i repertori decorativi presenti sono stati eseguiti nel tempo da maestranze padane, lombarde, campionesi, locali e pisane, dirette da personalità di spicco come Guido Bigarelli e il giovane Nicola Pisano.
All'inizio del Trecento si pensò a un ampliamento della cattedrale verso est: furono così edificati il transetto e la grande abside, mentre l'apparato decorativo si arricchì di protomi stilisticamente affini a quelle che Giovanni Pisano e i suoi seguaci apposero al Camposanto Monumentale di Pisa.
A partire dal 1372, sotto la direzione di Antonio Pardini, si procedette a sostituire le colonne interne con pilastri ottagonali e a realizzare i finti matronei goticheggianti che, all'esterno, furono controbilanciati da poderosi contrafforti destinati a essere coronati da una serie di dodici statue raffiguranti gli Apostoli, ordinate a Jacopo della Quercia. I lavori terminarono un secolo più tardi, in concomitanza con il rinnovamento dell'arredo interno, voluto dagli Operari del Duomo e diretto da Matteo Civitali, terminato solo alla fine del Cinquecento, con l'apposizione di nuovi altari "tridentini", e con l'innalzamento, ai lati dell'abside, delle Cappelle del SS. Sacramento e del Santuario, quest'ultima della metà del Seicento. Non furono attuati, invece, i lavori di abbellimento settecenteschi: fa eccezione l'altare per il Volto Santo progettato da Filippo Juvarra.