Lucca - Una città murata

Lucca ha avuto quattro cerchie murarie. Un tratto della prima, di epoca romana, è rintracciabile all'interno della Chiesa di S. Maria della Rosa. Le successive mura medievali si presentavano con cortine merlate interrotte da torrette circolari; anche le porte erano affiancate da torri, come in quelle superstiti dei SS. Gervasio e Protasio e dei Borghi. All'interno della città, nell'area sudoccidentale, a partire dal 1322, Castruccio Castracani fece erigere la vasta fortezza dell'Augusta, forse su progetto di Giotto. Cinquanta anni più tardi venne demolita perché simbolo dell'occupazione pisana. Sotto Paolo Guinigi, le mura subirono un'espansione nella zona orientale con lo scopo di inglobare la villa che il signore di Lucca si era fatto costruire: la nuova cortina muraria si presentava munita di torrioni cilindrici.
Nel 1544, iniziano i lavori dell'ultima cerchia muraria, lavori che si protrassero fino alla metà del secolo successivo. Sviluppate per oltre quattro chilometri e alte dodici metri, sono formate da dodici cortine e dieci baluardi a sprone e uno a piattaforma, provvisti di casermette per lo stazionamento delle guardie. Originariamente erano state aperte tre porte: porta S. Pietro, Porta S. Maria e Porta S. Donato (di quest'ultima, una prima costruzione si trova isolata nei pressi di Piazzale Verdi). Durante il periodo napoleonico, fu aggiunta la Porta Elisa, in onore della sovrana; nel 1910, sarà la volta della Porta Vittorio Emanuele e, nel 1930, della Porta di S. Jacopo alla Tomba. L'impianto militare non è stato mai usato per la difesa della città; nell'Ottocento, quando in molte città si decise di smantellare le mura perché ritenute ormai obsolete e un ostacolo all'espansione urbanistica, a Lucca, invece, i Borboni trasformarono il circuito in un "pubblico passeggio" circondato da platani, impreziosito da nuove costruzioni (come il Caffè delle Mura) e, nel tempo, arricchito di monumenti celebrativi (a Vittorio Emanuele II, a Mazzini, ad Alfredo Catalani, ai Caduti Fascisti, quest'ultimo non più esistente). A valorizzare l'identità e a tutelarne la memoria del complesso architettonico esiste il Centro Internazionale per gli Studi delle cerchie Urbane (CISCU), nato nel 1967, affiancato dall' "Opera della Mura", organismo strumentale del Comune per la cura e la manutenzione.