La Piana - Il patrimonio artistico

Le più antiche testimonianze scultoree sono dei pilastrini altomedievali erratici con decorazioni figurate e astratto-geometriche conservate nella Badia di Cantignano; altri frammenti lapidei ci giungono da S. Piero a Vico. Dell' XI secolo è l'acquasantiera firmata "Raitus" in S. Giorgio a Brancoli. Il fervore edilizio del XII-XIII secolo è presente anche nella scultura grazie ai nomi più significativi tra Pisa-Lucca e Pistoia: a S. Jacopo ad Altopascio (pulpito guglielmesco; rilievi con l'Annuncio a S. Elisabetta, S. Jacopo, S. Pietro, busto di S. Cristoforo e Salvatore benedicente, oggi presso il Museo Nazionale di Villa Guinigi a Lucca); a San Gennaro (pulpito del maestro Filippo, datato 1162); a Lammari (lastra con il pievano Lieto, di Biduino); a Villa Basilica (pulpito di Guidetto). Al XIII-XIV secolo risalgono alcuni esemplari lignei di Madonna col Bambino (Lunata, Paganico, Matraia, Ruota); prossimo ad Agostino di Giovanni è un mutilo S. Gennaro, nella omonima pieve. Di particolare interesse è il S. Antonio abate a Montecarlo, assegnato al senese Francesco di Valdambrino. La scultura in marmo è presente con una Madonna, Bambino e angeli ad Arliano, opera di Nino Pisano. L'attività della bottega di Matteo Civitali è ben documentata con il tabernacolo con Cristo in pietà a Lammari, tema ripreso da Baccio da Montelupo nella chiesa di S. Lorenzo a Segromigno a Monte; un San Sebastiano in terracotta a Monte S. Quirico e in una serie di arredi rinascimentali, presenti in più chiese. La produzione robbiana è limitata al San Giorgio e il drago, nella pieve di Brancoli, al San Lorenzo a S. Lorenzo in Corte e a un nucleo di opere in S.Michele a Camigliano (tabernacolo degli olii santi, dossale con Madonna e il Bambino e una S. Lucia). Di terracotta è anche un angelo annunciante, a San Gennaro, ritenuto di Leonardo, ma, in realtà, prossimo ai modi di Benedetto Buglioni.
Pressoché perduti gli affreschi dell'XI secolo, che decoravano l'interno della Badia di Cantignano, sono le croci dipinte a costituire le attestazioni pittoriche più antiche, come la croce di Valle Buia, forse eseguita da Bonaventura Berlinghieri, della metà del XIII secolo. Dello stesso secolo, è significativo affresco raffigurante Cristo benedicente: si trova nella chiesa di Sesto di Moriano. La produzione su tavola vede, tra il ‘300 e il ‘400, la presenza di Francesco Anguilla (Montecarlo e Pariana) e del fiorentino Gherardo Starnina (polittico smembrato da Lammari). Di Bernardino del Castelletto è una Madonna col Bambino e santi (S. Pietro a Vico). Tra la seconda metà del Quattrocento e il secolo successivo, operano pittori legati all'ambiente civitalesco, con aperture fiorentine: Baldassarre da Firenze (Madonna col Bambino e santi a Greenville ma proveniente da Antraccoli); Vincenzo Frediani (Madonna col Bambino e santi da Lunata, oggi nel Museo Nazionale di Villa Guinigi; pala di Ruota; trittico da Marlia, oggi in collezione privata); Michelangelo di Pietro Mencherini (Annunciazione nella Chiesa dell'Annunziata; Madoona col Bambino e santi a S. Cassiano a Vico; tavole con S. Lucia e S. Biagio da Lammari, oggi a Lucca, nella collezione Mazzarosa). Echi della pittura di fra' Bartolomeo compaiono nella produzione di Agostino Marti (Lammari; S. Gemignano di Moriano) e Zacchia da Vezzano (Matraia). Allo spirito della Controriforma appartengono lo Sposalizio mistico di S. Caterina di Francesco Vanni (Lunata), la Deposizione di Pietro Sorri (Vorno), il Martirio di S. Andrea del Brandimarte (S. Andrea di Compito). Nel primo Seicento operano Biancucci, Paolini, Mannucci e il Franchi. Interventi decorativi ottocenteschi, di gusto neoclassico, sono stati eseguiti all'interno di molte chiese da Stefano Tofanelli (autore anche di cicli pittorici in alcune ville del territorio), Pietro Nocchi, Luigi Ademollo, Michele Ridolfi, Nicolao Landucci, Sebastiano Onestini, Stefano Lembi, Michele Marcucci.