La Piana - L'acquedotto di Lorenzo Nottolini

Fu la duchessa Maria Luisa di Borbone, nel 1822, a deliberare la costruzione di un acquedotto per l'approvvigionamento idrico di Lucca. I lavori, diretti da Lorenzo Nottolini, iniziarono nel 1823 e terminarono solo nel 1851. L'acqua, prelevata da una ventina di fonti dei Monti Pisani, a sud di Lucca, veniva convogliata nel tempietto di Guamo, edificio a pianta circolare di ordine dorico, ancora esistente. Da qui partono 460 archi in laterizio, alti circa 12 metri, sulla cui sommità si trovano due canali per lo scorrimento delle acque, per una lunghezza di oltre 4 kilometri, purtroppo interrotti per l'abbattimento di 6 arcate, tra il 1928 e il 1932, per consentire il passaggio dell'Autostrada A11. Il primo progetto prevedeva l'arrivo dell'acqua direttamente all'interno della città, ma il Nottolini eliminò l'ultimo tratto per non danneggiare le mura rinascimentali. Così, l'acquedotto termina al Tempietto di San Concordo, una cisterna a pianta circolare di ordine dorico.