Verisilia - Dimore principesche e architetture balneari

A Seravezza, si trova il cinquecentesco Palazzo mediceo, progettato da Bernardo Buontalenti (o da Bartolommeo Ammannati) per il granduca fiorentino Cosimo I. Si tratta di una struttura quadrangolare con quattro torri attorno al cortile centrale. Tre edifici di epoche diverse, circondanti da un vasto parco, costituiscono il complesso della Villa Borbone delle Pianore: sono la settecentesca villa di Maria Teresa di Savoia, moglie di Carlo Lodovico di Borbone; il palazzo del duca Roberto e il palazzo tardo-ottocentesco di gusto eclettico. Nota come “il rifugio di Venere”, a Viareggio, sorge Villa Paolina che l’architetto lucchese Giovanni Lazzarini costruì, intorno al 1820, per la sorella di Napoleone: l’esterno è caratterizzato da un loggiato neoclassico di ordine dorico. Spettò invece a Lorenzo Nottolini progettare un palazzo ducale a Viareggio per Maria Luisa di Borbone: l’edificio, non più esistente, fronteggiava lo storico canale della Burlamacca. Immersa nella macchia di levante, è la villa, concepita come “casino di caccia”, che lo stesso architetto realizzò per i Borbone.
Membri di famiglie aristocratiche lucchesi e fiorentine scelsero la Versilia come luogo di villeggiatura, come i conti Ginori, committenti di una imponente villa di gusto neogotico a Quiesa. Dai luoghi aristocratici a quelli della borghesia vacanziera. Nella seconda metà dell’Ottocento, inizia, a Viareggio, la realizzazione della passeggiata a mare con stabilimenti balneari, alberghi, negozi e villini di gusto eclettico, liberty e razionalista: Alfredo Belluomini, anche grazie all’intervento del decoratore Galileo Chini, rappresenta l’architetto più creativo in Versilia.