Lunigiana - Il patrimonio artistico

Tra le più antiche testimonianze scultoree di epoca altomedievale, figura un frammento marmoreo nella pieve di Pognana (Fivizzano) che rappresenta, su un lato, due pavoni che si affrontano al fonte e, sull'altro, una croce con riccioli ai bracci e un grappolo iscritto assieme ad un intreccio (secc. VIII-IX). Segue la lastra di pietra scolpita a motivi vegetali (secc. IX-X), conservata presso il museo dell’abbazia di S. Caprasio ad Aulla. Interessanti i capitelli che mostrano un bellissimo taglio stilistico negli animali, nei mostri, nei giochi geometrici, ancora nella pieve di Pognana; del XII secolo sono invece i capitelli nella pieve dei SS. Cornelio e Cipriano a Casola, lavorati con motivi a nastri, e quelli della pieve di S. Paolo a Fivizzano, caratterizzati da fiori, girali, margherite a sei petali, cerchi concentrici, intrecci viminei, racemi, figure di animali, uccelli, figure enigmatiche. Della stessa epoca, nella chiesa di S. Pietro a Pontremoli, è conservata la lastra in arenaria con la raffigurazione del labirinto, rappresentazione simbolica dell'itinerario dei pellegrini; mentre il superstite architrave con la raffigurazione in bassorilievo di San Pietro è ora custodito presso il castello del Piagnaro.

L’incontro tra la cultura lombarda e quella pisana di Giovanni di Balduccio, è riscontrabile nel trecentesco monumento sepolcrale di Galeotto Malaspina e nella statua di S. Remigio (Fosdinovo). Rinascimentali sono la statua lignea della Vergine Annunziata (oratorio SS. Annunziata o dei Bianchi a Fosdinovo), lo splendido bassorilievo raffigurante la Madonna col Bambino di Agostino di Duccio (chiesa di S. Francesco a Pontremoli), e il tempietto marmoreo ottagonale (1527), attribuito alla scuola di Andrea Sansovino, posto al centro della navata della chiesa della SS. Annunziata a Pontremoli. Nella stessa chiesa, si conservano pregevoli armadi di sacrestia del XVII secolo, contemporanei agli stalli lignei posti nella chiesa dei SS. Jacopo e Antonio a Fivizzano. Merita di essere ricordato anche l’intervento del carrarese Giovanni Baratta a Fosdinovo, autore di altari barocchi e di altorilievi marmorei nella chiesa di S. Remigio.

Dipinti di epoca medievale sono pressoché assenti. Al 1394 risale il trittico del lucchese Angelo Puccinelli (chiesa di Varano, Licciana Nardi), forse proveniente dalla chiesa di S. Michele di Lucca; la tavola di Codiponte, assegnata di recente al fiorentino Maestro di Montefloscoli o di Ristonchi, attivo tra il XIV e il XV secolo, è priva della predella originale in parte esposta nel Museo Nazionale di Villa Guinigi a Lucca. Di cultura fiorentina (forse opera di Zanobi Macchiavelli) è la tavola con San Nicola di Tolentino a Fivizzano (ora Biblioteca Civica); di provenienza genovese è invece il polittico con la Madonna col Bambino in trono tra evangelisti (1470 ca) nella chiesa dell’Annunziata a Pontremoli. Nella stessa chiesa, sono esposte due opere cinquecentesche del pittore genovese Luca Cambiaso (un’Adorazione dei Magi e una lunetta con Dio Padre). Il XVIII secolo ha visto un’eccezionale fioritura artistica a Pontremoli: nei palazzi nobiliari (Dosi, Pavesi) e nelle chiese rinnovate, operano i quadraturisti Francesco e Giovan Battista Natali insieme ad Antonio e Nicolò Contestabili, Sebastiano e Giuseppe Galeotti e Alessandro Gherardini, definiti pittori del “barocco pontremolese”.