Massa - Il patrimonio artistico

La scultura medievale annovera un esiguo numero di opere rappresentative: un portale scolpito da Biduino nel XII secolo, opera di straordinaria qualità, che un tempo si trovava nella chiesetta di S. Leonardo al Frigido (oggi al Metropolitan Museum di New York). Trecenteschi sono un crocifisso ligneo (duomo) e una Madonna col Bambino in legno (Montignoso, chiesa di S. Eustachio), di recente assegnata a un artista prossimo al senese Tino di Camaino. Una statua lignea, raffigurante un santo monaco, riconosciuta come opera di Jacopo della Quercia, è conservata nel Museo diocesano. Terracotte invetriate del XV-XVI sono presenti ad Antona e nel duomo (presepio di Benedetto Buglioni). Da ammirare nel duomo un fonte battesimale ottogonale dei Riccomanni (sec. XV). Nella cripta del duomo sono conservati due monumenti funebri del primo Cinquecento: quello di Eleonora è di Pietro Aprile; l’altro, eseguito per Lorenzo, è di Stagio Stagi. Di Andrea e Tommaso Lazzoni è l’ancona marmorea in duomo. Il Seicento vede la presenza di opere dei massesi Felice Palma (Madonna col Bambino, Museo diocesano d’arte sacra) e di Ferdinando Tacca (candelieri bronzei in duomo; crocefisso nel Museo diocesano). Arredi marmorei barocchi ornano le chiese cittadine: di pregio è l’altare di G.F. Bergamini nel santuario di Nostra Signora della Misericordia; dello stesso sono gli altari del duomo e l’altare della cappella del Palazzo ducale. Il territorio è caratterizzato anche di "marginette" (o "maestà", come vengono comunemente chiamate): i bassorilievi marmorei, opere di maestri lapicidi inserite sui muri esterni di edifici, costituiscono importanti testimonianze della religiosità popolare nel tempo. La pittura è rappresentata da un gruppo di trittici quattrocenteschi: nel Museo diocesano è esposto il dipinto del massese Bernardino del Castelletto; a Montignoso, nella chiesa dei SS. Vito e Modesto e in quella di S. Eustachio, sono conservate rispettivamente la pala di Michele Ciampanti (1482) e quella di Vincenzo Frediani (1495), entrambi pittori attivi a Lucca nella seconda metà del XV secolo, vicini allo stile di Botticelli, Ghirlandaio e Filippo Lippi; in duomo si conserva un frammento di affresco del Pinturicchio. Del XVII secolo sono le tele del Cigoli (santuario di Nostra Signora della Misericordia), del Fiasella e del Ghirlanda (Museo diocesano). Nel Palazzo ducale, notevoli le sale affrescate nel XVIII secolo dal fivizzanese Stefano Lemmi, autore anche dei fregi e degli affreschi che decorano il Grottesco; le decorazioni pittoriche della cappella spettano invece a Natale Pellegrini.