Palazzo Mansi

Museo Nazionale di Palazzo Mansi
Via Galli Tassi 43
55100 Lucca
Tel. 0583 55570
Fax 0583 312221

www.luccamuseinazionali.it
E-mail : sbappsae-lu.museilucchesi@beniculturali.it

Direttore: Antonia d'Aniello

Orario di apertura: martedì-sabato ore 8.30-19.30;

Chiuso la domenica e i giorni festivi
Chiuso il lunedì, il 1° maggio, il 1° gennaio e il 25 dicembre

Costo del biglietto: € 4.00 (intero), € 6.50 (cumulativo intero con Museo di Villa Guinigi),
riduzioni secondo le vigenti normative: € 2.00 (singolo), € 3.25 (cumulativo).

Accesso disabili: limitato a piano terra e piano nobile.

Il museo, situato nel centro storico della città, è agevolmente raggiungibile a piedi:
- Dalla stazione ferroviaria da Porta San Pietro;
- Dal capolinea degli autobus di Piazzale Verdi;
- Dai parcheggi "Cittadella" e "Lorenzini" da Porta Vittorio Emanuele II e dal parcheggio delle
"Tagliate" da Porta Vittorio Emanuele II e da Porta San Donato.

Storia del museo.

Il Museo Nazionale di Palazzo Mansi ha sede nella prestigiosa dimora di una delle famiglie più illustri della città, acquisita dallo Stato nel 1965. Costruito dall'architetto lucchese Raffaello Mazzanti tra il 1689 e ... accorpando edifici medievali, il palazzo presenta una facciata lineare e sobria mentre l'interno, soprattutto al piano nobile, presenta una ricchezza di decori che ne definiscono pienamente l'impronta barocca. Restaurato a più riprese e reintegrato negli arredi, il Palazzo ha riacquistato l'aspetto fastoso d'origine che riproduce una tipica residenza signorile lucchese del Seicento e Settecento. Il museo è stato aperto ufficialmente nel 1977.

Le collezioni

Al piano terra, le stanze dell'appartamento estivo (1691) con decorazioni pittoriche al soffitto di Giovanni Maria Ciocchi (XVII sec.), vengono utilizzate per concerti e piccole esposizioni oltre a presentare opere di autori lucchesi acquistati di recente. Negli ambienti adiacenti, già occupati dalle cucine, è possibile visitare il laboratorio di tessitura dove sono tuttora in funzione i telai rustici sette-ottocenteschi donati al Museo da Maria Niemack, cui si deve la riscoperta di questa antica tradizione lucchese.
Al piano nobile, non essendo oggi abitualmente accessibile lo scalone monumentale seicentesco, il visitatore incontra per prima la sala detta Galleria nuova, realizzata da Stefano Tofanelli nel 1792, secondo i dettami dello stile neoclassico, realizzata un secolo prima del successivo Salone della musica, decorata con affreschi opera di Giovan Gioseffo Dal Sole (sulle pareti) e del quadraturista Marco Antonio Chiarini (sulla volta), ambedue bolognesi.I tre salotti di parata che si sviluppano lungo la via Galli Tassi, presentano le pareti interamente rivestite da un importante ciclo di arazzi che raccontano le Storie di Zenobia e Aureliano realizzati dalla Manifattura di Bruxelles nel tardo Seicento. La grande stanza da letto che conclude la sequenza dei salotti è nota per la scenografica serliana in legno intagliato e dorato e per la ricchezza del rivestimento dell'alcova, prezioso lavoro in seta ricamata, realizzato tra la fine del XVII e gli inizi del XVIII secolo.
Nella prima delle sale successive che guardano a ovest, si trovano due importanti dipinti seicenteschi, tra i pochissimi che restano della collezione Mansi originaria: una Sacra Famiglia attribuita a Antonie van Dick e ill Sacrificio di Isacco del fiammingo Ferdinand Boll.

arazzo

Paride affresco alcovabessafumi, continenza di Scipione