Museo Nazionale di Villa Guinigi (LU)

Lucca
Museo Nazionale di Villa Guinigi
Paolo da Siena, Croce (dipinto su tavola, cm. 220 x 157), 1320

 

Lineamenti storico-artistici

Di ignota provenienza, la croce, che fa parte del fondo antico della collezione del Museo di Villa Guinigi, fu rinvenuta nei depositi del Museo e presentata in occasione della Mostra “Il secolo di Castruccio: fonti e documenti di storia lucchese”, Lucca 1981 (cfr. A. Caleca, “La pittura”, in Il secolo di Castruccio, catalogo a cura di C. Baracchini, Lucca 1981, p. 197).
E’ ritenuta, insieme al gradino d’altare riferito a Ugolino di Niero (intorno al 1320) anch’esso nel Museo di Villa Guinigi, la prova di una precoce presenza a Lucca di cultura senese o, come vuole il Vasari, dello stesso Duccio di Boninsegna.
Più di recente è ritornato sul dipinto Angelo Tartuferi (“Trecento lucchese: la pittura a Lucca prima di Spinello Aretino” in Sumptuosa tabula picta: pittori a Lucca tra gotico e rinascimento, a cura di M. T. Filieri, catalogo della mostra, Lucca 28 marzo-5 luglio 1998, Livorno, 1998, p. 44-45), che, sottolineandone giustamente il pessimo stato di conservazione, lo ha giudicato “di difficile lettura e, comunque, lavoro di un artista che dal punto di vista della qualità appare assai lontano dai risultati del conterraneo Ugolino di Nerio”.
Paolo da Siena non è, allo stato delle conoscenze, attestato in altre opere o documenti.
Il Cristo, dai fianchi fasciati dal lungo perizoma trasparente, presenta i piedi sovrapposti trapassati da un unico chiodo, motivo, questo, maturato in ambiente francescano e che potrebbe fornire utili informazioni sulla possibile provenienza del dipinto; un ampio nimbo riportato incornicia la testa reclinata del Cristo morente. Ai terminali dei bracci minori della croce sono i dolenti: la Vergine a sinistra, Giovanni a destra; in alto la tabella reca l’iscrizione IESUS CHRISTO (sic!) IUDEORUM REX, la data e il nome dell’autore; al di sopra di essa si distingue appena la figura a mezzo busto del Dio padre benedicente.

 

Descrizione dello stato di conservazione e dell’intervento in corso

La Croce è costituita da un’asse centrale verticale che si incastra a ‘mezzo legno’ con l’asse orizzontale; due tavole di dimensioni inferiori sono poste subito al disotto dei bracci a formare il tabellone principale e collegate con perni e cavicchi. La traversatura orizzontale (costituita da tre assi), assai danneggiata dall’azione dei tarli, è molto probabilmente quella originale, mentre la traversa verticale sembra risalire ad un successivo intervento. Le tre traverse orizzontali sono fratturate al centro in prossimità dell’incastro con il montante verticale.
La croce appare molto deformata e presenta una falcatura della tavola verticale e una torsione dei bracci; i punti di intersezione a mezzo legno hanno determinato sulla superficie pittorica una frattura nelle zone dell’incrocio dei bracci con perdita di colore: tali lacune sono state stuccate nel corso di un passato restauro ma le tensioni del legno sono ancora attive e continuano a produrre fratture e cadute. La traversa verticale, applicata al supporto con viti, colla e gesso bianco appare inadeguata per dimensione e infragilita dall’azione dei tarli. Il supporto è stato in passato colmato nelle zone maggiormente erose da colla vinilica e segatura; questa stessa materia ricopre parte delle traverse originali e lo spessore della croce; quest’ultimo, come messo in luce da alcuni piccoli saggi già effettuati, era invece trattato con minio.
La tecnica pittorica è a tempera ad uovo stesa su una preparazione di colore giallo chiaro, con brevi pennellate a velatura oggi visibili solo su alcune zone dell’incarnato della figura del Cristo; sono ancora visibili tracce di decorazione a lamina d’argento sull’aureola.
La superficie pittorica è interessata da estese lacune lungo la zona perimetrale; nel corso di passati restauri tali mancanze sono state stuccate sottolivello e trattate a neutro.
Il colore originale si presenta molto consumato, abraso e interessato da ridipinture di natura oleosa. Le parti di colore meglio conservate si presentano appesantite da una patina presumibilmente di natura organica e da vernice alterata. Tracce di ridipinture scure sono localizzate sugli incarnati.

 

Sarà necessario, al fine di valorizzare le originali stesure cromatiche, liberare l’area perimetrale dalle lacune trattate a neutro che falsano la lettura dell’opera e recuperare gli strati sottostanti (preparazione o legno del supporto); si procederà al restauro del supporto, liberandolo dalle stuccature a segatura e colla vinilica per quanto possibile e risanando il legno con inserti e incuneature tentando anche di recuperare la planarità della superficie. La traversatura originale sarà recuperata e integrata dove necessario, sostituendo il montante verticale con una nuova traversa in legno lamellare da dimensionare sulla base delle tracce che potranno essere individuate sulla superficie del supporto. Si prevede di realizzare tre nuove traverse orizzontali di dimensioni inferiori di quelle originali da inserirsi come protesi interne di rinforzo lasciando le ‘scatolature’ originali a vista. La nuova traversatura sarà ancorata al supporto tramite ancoraggi elastici.
Saranno eliminate le ridipinture e le vernici risalenti ai vecchi restauri e si procederà al consolidamento degli strati pittorici superficiali.
L’operazione di integrazione pittorica tenderà con tecniche a selezione cromatica di valorizzare le zone originali ricollegando i frammenti di colore.