Chiesa S.Maria e S.Bartolomeo (LU)

Borgo a Mozzano (LU), frazione Cune
Chiesa parrocchiale di Santa Maria e San Bartolomeo
Anonimo pittore del secolo XVIII, Madonna del Carmine e le sante Caterina d’Alessandria e Agata (dipinto ad olio su tela, cm. 248 x 198)

 

Lineamenti storico-artistici
La chiesa parrocchiale di Cune, piccolo insediamento abitativo di origine tardo medievale, ha conservato nell’intitolazione quella antica a San Bartolomeo a cui era dedicata la chiesetta dell’XI secolo, ancor oggi esistente nel luogo dove in antico era la fortezza del Bargiglio, intorno alla quale era sorto il primitivo paese.
La chiesa, che attualmente presenta una facciata neogotica, è a navata unica con altari laterali; sul secondo di questi , a destra, è collocato il dipinto in esame; questo è realizzato in tre parti accostate fra loro, che incorniciano una nicchia ospitante attualmente una scultura moderna dell’Immacolata.
In alto è raffigurata la Vergine del Carmelo fra nubi e angeli, in atto di porgere gli scapolari; in basso, affiancanti la nicchia sono raffigurate santa Caterina d’Alessandria e sant’Agata con gli attributi tradizionali.

 

Descrizione dello stato di conservazione e dell’intervento in corso
Le tele che fanno da supporto ai dipinti sono a trama regolare, armatura semplice, di sottile spessore e mostrano leggeri allentamenti ed una caratteristica fisica di grande fragilità. La preparazione appare molto sottile e realizzata probabilmente con biacca ed olio di lino. Piccoli strappi interessano la superficie pittorica, ricoperta da una patina di sporco depositato costituito da polveri grasse e nerofumo; una vernice ingiallita, probabilmente applicata nel corso di un intervento di manutenzione, ricopre interamente la superficie.
Un sottile listello dorato rifinisce il dipinto chiudendo lo spazio che intercorre fra il dipinto e l’altare ma in maniera non del tutto sufficiente.
La fragilità della tela e il ridotto spessore della preparazione rendono indispensabile procedere a ristabilire la coesione degli strati con adesivi idonei; sarà valutato lo stato di conservazione del telaio che sarà sostituito o reso solido e ad espansione con opportuni interventi.
Dopo i necessari saggi di pulitura sarà rimosso lo strato di vernice ossidata e lo sporco superficiale con gel acquoso a ph neutro; se necessario la pulitura sarà rifinita anche con l’ausilio di mezzi meccanici. Si predisporrà una prima stuccatura delle lacune.
Una volta smontato il dipinto dal suo telaio, saranno risarcite le lacerazioni di ridotta entità con piccole toppe di tela saldate al supporto originale con resine sintetiche date a caldo.
Si ritiene indispensabile procedere all’operazione di foderatura da effettuarsi, se opportuno, anche con l’ausilio di un leggero sottovuoto al fine anche di migliorare l’andamento della superficie.
Il dipinto foderato sarà montato sul telaio e le stuccature rifinite con il calco della superficie originale; si procederà al ritocco pittorico con colori a tempera e a vernice con metodologie da concordare in corso d’opera.
Si ritiene di dover procedere alla sostituzione del listello perimetrale con altro di maggiore spessore, utile a chiudere lo spazio fra la cornice dell’altare e il telaio del dipinto, modanato, argentato e meccato.
Il restauro si concluderà con la verniciatura finale di protezione data per nebulizzazione.